Lo Smart Working ai tempi del Covid19 secondo i top manager italiani

Lo Smart Working non è una soluzione temporanea, ma una nuova frontiera per il 95% dei manager italiani

Milano, giugno 2020 – L’emergenza Covid 19 ha portato molte novità e tra queste lo Smart Working è una di quelle destinata a rimanere, secondo la maggioranza dei manager italiani che hanno preso parte ad una indagine quantitativa online condotta da Demia per conto di Hermes Consulting nel mese di aprile 2020. L’84% dei 500 top manager intervistati ne prevede un inserimento in pianta stabile all’interno del mondo del lavoro, anche a fronte di un processo di acculturazione digitale, che il 90% del campione vede come del tutto necessaria. Solo poco più di un terzo delle aziende italiane era pronto ad un’emergenza come quella avvenuta in termini di soluzioni informatiche e gestione dei processi, ma la forzata adozione del lavoro in remoto ha causato una profonda riflessione e un rinnovato approccio. Il 95% delle aziende intervistate tramite i propri manager ha adottato soluzioni di smartworking, segnalando un gap da colmare: non più del 70% aveva già previsto nei contratti di lavoro la modalità di lavoro agile. Soltanto il 16% delle aziende ha adottato lo Smart Working a seguito dell’emergenza, con una percentuale più elevata tra le PMI pari al 27%.

Sul versante di dotazioni tecnologiche personali, i manager avevano in maggioranza (60%) già un’area adibita al lavoro presso il proprio domicilio, mentre il 39% ne ha allestita una a seguito del lockdown e la metà di questi ha deciso di mantenerla anche in futuro. I device utilizzati sono principalmente quelli forniti e configurati dall’azienda stessa e connessi nel 77% tramite una VPN (Virtual Private Network). A livello di app usate l’indagine si è soffermata sulle piattaforme di videconferenza utilizzate per i meeting che sono in media 2,6 e vedono primeggiare Skype, Teams e Zoom su tutte, mentre in media sono 2,3 le piattaforme di instant messaging, che tuttavia presentano un dato molto interessante: l’80% dei manager italiani utilizza Whatsapp quale app per chattare riguardo argomenti connessi al lavoro presumibilmente senza il placet dei responsabili IT e sicurezza della propria azienda.

Per quanto riguarda l’opinione dei manager italiani sullo Smart Working non sembrano esserci dubbi su alcuni punti: 86% pensa che possa essere praticato anche al di fuori dell’emergenza, 77% non lo vede intaccare la produttività (che nelle prime settimane è addirittura aumentata in molte aziende), 66% trova che ci si riesca ad organizzare meglio l’agenda e a gestire la giornata in modo più efficiente (anche in questo caso si è registrato un aumento della puntualità ai meeting). Tutto questo è reso possibile dalle soluzioni presenti sul mercato con software in grado di far sentire le persone che lavorano come se fossero in ufficio secondo il 65% dei manager. Tuttavia per una quota analoga, ovvero il 65% degli intervistati il rapporto umano non si può sostituire con una videochiamata. L’indagine ha voluto, quindi, approfondire il tema collegato ai rapporti umani: i manager ritengono che la distanza forzata abbia portato un miglioramento dei rapporti familiari che ne sono usciti arricchiti per i 65%, mentre si è avuto un impoverimento dei rapporti umani in generale per il 54% e per il 50% di quelli professionali. A questo proposito, inoltre, il 55% dei manager italiani pensa che a lungo andare anche le competenze professionali possono risentire della mancata condivisione giornaliera che avviene presso gli uffici o comunque di persona. Per il 72% il lavorare in Smart Working porta con sé la necessità della maturazione di una nuova motivazione personale per affrontare il lavoro in condizione di solitudine fisica, seppur con molte possibilità di connessione digitale, percentuale che sale all’81% tra i C-Level interpellati.

Dall’indagine esce un quadro di molte luci e qualche ombra, ma anche di grande speranza verso il nuovo assetto che il proprio lavoro e quello delle organizzazioni che si guidano potrà avere una volta superata la fase emergenziale: i manager italiani accoglieranno le soluzioni di Smart Working conoscendone i pregi ed i difetti consapevoli nel 95% dei casi che d’ora in avanti le aziende lo adotteranno in misura superiore a quanto fatto fino a fine 2019.

Nota metodologica

Il campione è composto da 500 manager italiani (65% di grade aziende e 35% PMI) intervistati online (sistema CAWI) tra il 17 e il 29 aprile 2020 con un questionario strutturato di 42 domande, che ha registrato una durata media di 11,5 minuti. Il campione ha rilevanza per il consistente numero di partecipanti, ma non ha una rappresentatività statistica in quanto basato sull’adesione spontanea dei rispondenti all’indagine. Complessivamente hanno partecipato 650 manager, ma a seguito delle operazioni di controllo e cleaning dei dati, sono risultate 500 le interviste finali valide (76,9% del totale)

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